SRAM XX1 – dietro le quinte

Dopo avervi brevemente presentato le caratteristiche tecniche della nuova trasmissione del colosso americano, vogliamo svelarvi le scelte e i ragionamenti che hanno portato alla realizzazione di una trasmissione tanto innovativa. Vi renderete conto come l’XX1 sia un prodotto pieno di raffinatezze ed innovazioni.

Durante il Crankworx di Les2Alpes, abbiamo avuto lʼopportunità di poter parlare con Chris Hilton, product manager delle trasmissioni mtb di SRAM, che ci ha raccontato la storia del nuovo XX1.

Lo sviluppo della piattaforma XX1 era nato in origine come prodotto parallelo, da sviluppare per il solo gusto di realizzare un prodotto migliore, senza pensare al marketing o alla reale necessità dei rider, di avere una trasmissione monocorona al di fuori della downhill.

Il primo prototipo del cambio posteriore, venne addirittura realizzato otto anni fa quando le uniche bici che usavano la corona singola anteriormente, erano le bici da trekking, le bmx e le mtb da downhill. Venne quindi scelto di indirizzarsi nel mondo gravity, principalmente per migliorare i prodotti già esistenti.

La nuova feature che salta allʼocchio guardando il nuovo deragliatore posteriore, è quella del parallelogrammo. A differenza di un cambio tradizionale, che compie un movimento in diagonale per seguire la scalatura della cassetta, lʼXX1 si muove esclusivamente sul piano orizzontale. Questo, soprattutto in ambito gravity, permette al cambio di rimanere molto più stabile, non risentendo dei vari sobbalzi ed evitando quindi pericolose cambiate involontarie.

Per poter seguire la rapportatura, senza però andare a scontrarsi, la puleggia superiore è stata posizionata non più in asse con la rotazione della gabbia, ma sfalsata di un offset considerevole in modo da descrivere un arco e non andare ad impattare sui rapporti. Per questo motivo, il cambio XX1 è in grado di coprire praticamente qualsiasi rapportatura. In aggiunta, se andiamo ad analizzare in uno schema, il comportamento della cambiata tra un cambio tradizionale ed uno con il parallelogramma “orizzontale” vediamo come la distanza tra la puleggia superiore e i rapporti cambia, nel disegno tradizionale, non permettendo una cambiata precisa e costante per tutti i rapporti; con lʼXX1 la distanza è costante.

Il comando cambio rimane classico, numero di rapporti escluso.

La cassetta ha la stessa rapportatura di una cassetta normale, è solo stato aggiunto un rapporto in più, ed è stato modificato il sistema di montaggio.
Come molti di voi sapranno, in una cassetta standard i denti della ruota libera corrono lungo tutto il corpo della stessa ed il pacco pignoni è tenuto in sede da una semplice ghiera filettata.

Questo montaggio, può causare un fenomeno chiamato “tumbling” che consiste in una rotazione del pacco pignoni.
Per ovviare a questo problema, non indifferente, la cassetta SRAM xx1 ha spostato la filettatura che prima era sulla classica ghiera; ora infatti è realizzata sul corpo della ruota libera, appositamente studiata per ospitare lʼundicesimo rapporto, in asse ai rapporti più grandi dove il tiro della catena è maggiore e da origine al tumbling.

Attualmente questa nuova ruota libera, è utilizzabile con mozzi DTswiss e SRAM, ma Mavic ha recentemente firmato per poter utilizzare il nuovo componente sui suoi mozzi.

La catena ha subito un restringimento, sia per riuscire a contenere lʼingombro delle undici velocità, sia perchè i pin più corti fanno meno effetto leva rischiando meno di aprire la maglia.

Anche la corona ha subito importanti modifiche innanzi tutto i denti sono inclinati verso un lato o lʼaltro, alternati; allo stesso tempo, un dente si e uno no, risulta più spesso creando una piccola interferenza con le maglie della catena, che contribuisce a tenerla in sede. Il profilo dei denti e delle maglie corrispondenti, è differente, infatti ora la catena può accoppiarsi con i denti della corona solo in una determinata posizione, non un ente in più e non uno in meno.

Eʼ stato cambiato il giro viti in modo da poter montare corone con meno di 32T (il limite se si utilizano corone/pedivelle da 4×104). Con lo stesso spider infatti, si possono montare corone da 28 a 38 denti.
Cambiando la corona anteriore, si possono abbracciare tutte le esigenze dei rider, a seconda di tipo di percorsi affrontati e stile di guida. Per questo possiamo dire che lʼXX1 è alla portata di tutti: amatori, agonisti, xcer, enduristi, chiunque insomma!

Rispetto ad una corona 2x o 3x la monocorona non ha bisogno di lavorazioni costose che aiutino a far salire e scendere la catena da un rapporto allʼaltro.

Oltre ai costi di lavorazione, si abbassa anche il peso. La trasmissione XX1 infatti pesa 200 grammi in meno rispetto al blasonato X0, non tanto per un peso inferiore dei singoli componenti, quanto per lʼassenza di cambio anteriore e comando cambio.

Dicevamo allʼinizio che i componenti XX1 sono stati sviluppati per poter migliorare le attuali trasmissioni. Uno dei vari problemi, è costituito proprio dal deragliatore anteriore in se. Questo è infatti un componente molto critico, lavora sempre sotto sforzo di pedalata, si consuma facilmente e ultimo ma non da sottovalutare affatto, condiziona tantissimo il design del telaio in quanto alla posizione degli snodi, lunghezza dei chainstay e comportamento della sospensione in generale.

Eliminando quindi il cambio anteriore si può solo guadagnare!

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I tecnici Sram ci tengono sempre a ricordarci che lʼXX1 e lʻ1X in generale, non andranno affatto a sostituire gli altri gruppi o le trasmissioni 2 e 3x ma si aggiungeranno alla gamma esistente, per ampliare lʼofferta di prodotti. Per tutte le informazioni su SRAM visitate la pagina web sram.com.