Endurance Mountain Bike – English e Douglas iridati

- comunicato -

“Make the history” era lo slogan del campionato del mondo Endurance Mountain Bike Wembo di Finale Ligure, il primo della storia della massacrante specialità delle ruote grasse. E sull’Altopiano delle Manie, suggestiva sede della rassegna iridata, è stata davvero fatta la storia, con 150 atleti di 15 nazioni che hanno pedalato ininterrottamente per 24 ore, dalle 13 di ieri alle 13 di oggi.

Una storia che ha come protagonisti due atleti australiani, Jason English e Jessica Douglas, rispettivamente re e regina della prima edizione del Mondiale riservato agli “ironman” delle 24 ore in solitaria, i primi campioni del mondo della specialità. Classifiche alla mano, viene da dire che la scelta di Finale Ligure per l’edizione numero uno della rassegna iridata è stata quanto mai azzeccata, perché a vincere, sia al maschile che al femminile, sono stati gli atleti che gli addetti ai lavori avevano indicato alla vigilia come gli uomini da battere.

Merito dello spettacolare e impegnativo percorso tracciato dagli organizzatori di Blu Bike, 18 chilometri ricavati nel suggestivo scenario dell’Altopiano delle Manie, affacciato sul mare della Liguria di Ponente. Un percorso che ha esaltato le doti degli attesi australiani, che hanno pure dovuto fare i conti con la pioggia, che li ha accompagnati nella prima ora di gara e nel finale, a dare un tocco di epicità in più al loro trionfo.

La gara, come anticipato, ha vissuto sulla lunga cavalcata di Jason English e Jessica Douglas. Il cinque volte campione nazionale English (alla sua prima gara in Europa) nelle 24 ore di gara è riuscito a coprire 22 giri (in totale 396 km), scavando un abisso tra sé e gli avversari, complici i problemi di stomaco che, nella fase clou della gara, hanno estromesso dalla lotta per il podio l’austriaco Thomas Widhalm, che nelle prime ore era riuscito a tenere la ruota del neoiridato.

La lotta per i due gradini più bassi del podio, a quel punto, ha vissuto sul braccio di ferro tra i due britannici Jason Miles e Craig Bowles, con il primo dei due che, al termine di una appassionante sfida a distanza, ha avuto la meglio sul connazionale per poco più di 12′.

Da applausi, per quanto riguarda i colori azzurri, la prova del portacolori della Polisportiva Nuvolera (Brescia) Alberto Zambelli, che, dopo un avvio tranquillo, si è reso protagonista di una rimonta che lo ha portato fino al sesto posto, con 20 giri coperti in 24 ore e 23 minuti.

La gara femminile, invece, ha premiato Jessica Douglas, impeccabile per tenacia, grinta e intelligenza tattica. L’australiana ha fatto gara di coppia per le prime ore con la britannica Rickie Cotter, per poi prendere il largo sul calar del sole e rendersi protagonista di una lunga marcia trionfale, che le ha permesso di chiudere nettamente al comando con 19 giri all’attivo (342 km), uno in più dell’inglese Cotter (18), medaglia d’argento. Bronzo per la tedesca Sivia Müller con 17 giri.

Sesto posto per la veneta di Treviso (padovana d’adozione) Giuliana Massarotto, migliore delle italiane, seguita in settima posizione da Ilaria Balzarotti del team mtb Santa Marinella-Tonica Sport.

Le soddisfazioni, comunque, non sono mancate nemmeno per l’Italia, che ha potuto brindare a cinque maglie iridate di categoria. A conquistare il titolo di campione del mondo sono stati nell’ordine la veterana lombarda Ausilia Vistarini nella categoria “single speed” (con bici a rapporto fisso), il portacolori della Manuel Bike Nuvolera Alberto Zambelli nella categoria maschile 45-49 anni, il forte atleta valdostano della Niner-Cicli Lucchini Marco Nicoletti nella categoria maschile 35-39 anni, Raffaele Verzella nella categoria 55-59 anni e Armando Fasolo della Focus Italia.

Applausi a scena aperta per gli inossidabili atleti e gli altrettanto inossidabili organizzatori dell’evento che ha permesso a Finale Ligure di entrare nella storia. La prossima edizione del Mondiale mtb Wembo si terrà nel 2013 a Canberra, in Australia, mentre nel 2014 toccherà alla Scozia ed a Fort William.

Jason English (1° classificato assoluto maschile, campione del mondo) “E’ stata un’emozione lunga 24 ore, su un percorso durissimo ma altrettanto bello. Un continuo saliscendi che però mi piace, anche perché si avvicina molto alla tipologia di tracciati su cui mi alleno abitualmente in Australia. Sono contento ed orgoglioso di aver difeso e portato in alto i colori del mio Paese a questo primo campionato del mondo, assieme alla mia compagna di squadra Jessica Douglas. E’ stata una gara esaltante, in uno scenario mozzafiato e penso che il prossimo anno non solo tornerò, ma mi fermerò qualche giorno in più, anche perché mi affascina molto la cultura italiana, in particolar modo il cibo. E’ stato stimolante il duello iniziale con Thomas Widhalm. Poi sono rimasto da solo ed a quel punto sono riuscito a rilassarmi e godermi tutto lo spettacolo ed il contorno”.

Alberto Zambelli (6° assoluto maschile, primo italiano e vincitore categoria 45-49) “Volevo onorare la maglia tricolore vinta lo scorso anno, ma sinceramente non mi aspettavo un risultato del genere. La mia tattica? Mangiare, mangiare e mangiare, per evitare un calo di zuccheri che avrebbe potuto mettermi fuori gioco. Per il resto, devo ringraziare il mio team per il grande sostegno. Era la prima volta che venivo a Finale Ligure ed ho approfittato del Mondiale per colmare questa mancanza, anche perché molti amici e colleghi bikers me ne avevano parlato molto bene. Sono entusiasta per il risultato ed entusiasta per la località: posso dirmi la persona più felice del mondo”

Marco Nicoletti (1° classificato categoria 35-39 anni maschile) “A un certo punto non ci speravo più, perché alla quarta e all’ottava ora ho avuto due brutte crisi. Ho stretto i denti, cercando di girare col limitatore inserito per tutta la notte e la scelta ha pagato: dalle 6.30 del mattino in poi sono riuscito a fare la differenza ed a recuperare 80 minuti sui miei diretti avversari. E’ la terza volta che corro qui a Finale Ligure, l’unica 24 ore a cui prendo parte, perché solo qui ho trovato la vera mountain bike. Qui c’è da guidare, in uno scenario incredibilmente bello: provate a pensare di uscire dal bosco e trovare il mare, magari all’alba o al tramonto. Come si dice… vale da sé il prezzo del biglietto. In questo caso della fatica”.

Jessica Douglas (1/a classificata assoluta femminile, campionessa del mondo) “In una gara così dura non bastano le gambe: per fare la differenza servono anche testa e grande cuore. Quello che mi ha aiutato a superare i momenti più difficili ed a vincere. Devo fare i complimenti agli organizzatori e a tutti la gente che ho trovato sul percorso, davvero fantastici. Lo scenario? Dire affascinante penso sia riduttivo. In gara mi sono concessa qualche sguardo verso il mare, ma ho comunque avuto il tempo di apprezzare il paesaggio in tutta la settimana, visto che sono arrivata ancora sette giorni fa e devo dire che in Australia non esiste nulla di simile”.

Ausilia Vistarini (1/a classificata categoria single speed femminile) “In vita mia ho preso parte a tante 24 ore, ma quella di Finale Ligure è sempre la più bella, la più emozionante, sia col sole che con la pioggia. Vuoi per il paesaggio, vuoi per la durezza del percorso, qui riesco a provare emozioni che altrove non provo. E’ una gara dura, ma anche divertente. Il momento chiave? Per me sicuramente la notte, perché basta poco, anche il minimo problema per perdere un’ora o più. Sono contenta della mia prova, ma soprattutto di aver contribuito a scrivere la storia di questo evento”.

Giuliana Massarotto (6/a assoluta, prima delle italiane e 4/a Elite) “Devo dire che è stata veramente dura, la 24 ore più tosta che abbia mai fatto. Ma l’ho scelta apposta, perché mi attirava l’idea di correre su un percorso da mondiale e di testarmi con le migliori atlete al mondo. Per me è stata fondamentale la tattica, perché, quando ho perso alcune posizioni nella notte, non mi sono fatta prendere dalla foga e dalle 7 del mattino in poi sono riuscita a recuperare e a riprendermi la mia posizione”.

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