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Lapierre DH team drive side

Lapierre DH Team 2013 – Tested

Rapporto Qualità/Prezzo: 70%

Guidabilità: 75%

Estetica: 70%

Discesa: 88%

Air Time: 88%

Rilanci: 75%

Una ottima DH di ultima generazione, che sa sicuramente far divertire in park, ma che esprime tutto il suo potenziale tra le fettucce dei tracciati di gara, alla ricerca di prestazioni e di risultati. Bilanciamento delle geometrie, posizione in sella, funzionamento della sospensione e pedalata sono i suoi punti forti.

Total Score 78%

All’interno della gamma Lapierre 2013, presentata ufficialmente al Press Camp di Morzine (Francia) la scorsa settimana, spicca bella e tenebrosa la più cattiva della famiglia, la Lapierre DH Team.

Le novità che riguardano questo telaio non risultano così evidenti al prima sguardo, ma si tratta di implementazioni sostanziose, mirate a rendere ulteriormente performante un progetto già affermato che sta raccogliendo importanti risultati in World Cup, citando come ultimo fulgido esempio il 5° posto assoluto dello Junior diciassettenne Loic Brunì a Windham lo scorso week end.

La feature più importante riguarda l’aumento di escursione, che grazie al differente posizionamento e dimensionamento della biella che spinge l’ammortizzatore Fox RC4 Kashima, porta l’escursione totale alla ruota a ben 220mm, dai 200mm della versione precedente.
L’aumento di escursione non è l’unico obiettivo a cui gli ingegneri Lapierre hanno mirato intervenendo sulla cinematica della sospensione. Il risultato forse più apprezzabile in termini di comportamento della bici al suolo è riconducibile alla diversa curva di compressione ottenuta appunto tramite questi interventi. Il comportamento della sospensione è ora più lineare, con una curva moderatamente progressiva. Il modello precedente invece subiva una brusca impennata della progressività verso la parte finale dell’escursione, creando una sorta di irrigidimento della sospensione sui grossi impatti, a cui Lapierre ha voluto porre rimedio, fornendo ora al reparto corse e ai propri clienti un mezzo con capacità di assorbimento elevate in tutte le condizioni di riding.

Sempre per quanto riguarda la zona link e sospensione, la sede dei cuscinetti del carro in corrispondenza del main pivot è stata ridimensionata ed ora ospita ben due cuscinetti sigillati per lato, con un netto guadagno di rigidità strutturale, oltre che di longevità dei cuscinetti stessi. Sempre alla ricerca di maggiore rigidità e robustezza, anche la scatola del movimento centrale Press Fit è stata allargata, ottenendo inoltre una maggior precisione sulla linea catena. I drop out risultano maggiorati rispetto alla precedente versione, con l’aggiunta di un bullone di serraggio perpendicolare all’asse della ruota.

Invariati i caposaldi di questo modello. Alluminio Supreme6 per il triangolo del telaio e carbonio unidirezionale per il carro monocross. Sistema Pendbox che assiste la pedalata durante il lavoro della sospensione e aiuta la sospensione stessa a riposizionarsi durante le fasi di pedalata. Passaggio cavi interno al telaio, collarino reggisella integrato e gli apprezzatissimi Fork-Stop integrati nel telaio.

Hanno subito invece delle discrete modifiche le quote geometriche. La più importante in termini di guida è quella del tubo sella che è stato posizionato più verticale, in linea con le più moderne esigenze di guida, che vogliono una posizione centrale ben impostata sul manubrio, con la possibilità di avere buona mobilità per le gambe dove occorre, per esempio nei ripidi rock garden che caratterizzano molte piste.

L’angolo di sterzo è stato fissato alla quota di 63°, a differenza del MY2011/12 dove si poteva scegliere di modificarlo da 63° a 64° tramite la rotazione della coppiglia sul tubo di sterzo. Verrà comunque fornito a parte sia con la bici completa che col telaio anche un kit, differente dal precedente, per modificare l’angolo a +/-o,5° e +/-1°.

L’ultima novità, che forse ai rider particolarmente alti o bassi potrebbe risultare la più importante di tutte, riguarda la scelta delle taglie. Per la stagione 2013 le taglie disponibili saranno 3 e non più solamente 2. La taglia M 2013 sarà circa equiparabile alla L dello scorso anno, mentre la S sarà più compatta e verrà introdotta una nuova taglia L decisamente più abbondante. Maggiore scelta sulle taglie quindi, pur mantenendo lo stile caratteristico dei telai Lapierre, che prevedono una posizione di guida raccolta e centrale.

In qualità di responsabile del settore Ricerca e Sviluppo di Lapierre Cycles, molte delle novità per il 2013 ci sono state introdotte dalla leggenda della MTB, Nicolas Vouilloz. Abbiamo approfittato della sua disponibilità per una video intervista in cui spiega ai lettori di TriRide le principali novità della Lapierre DH Team, permettendoci tra l’altro di filmare e fotografare per questo servizio la sua DH Team personale. Per questa ragione alcuni dei componenti che vedrete nel video e nelle foto saranno leggermente differenti come colore o versione da quelli della DH Team di serie, che trovate chiaramente elencati nell’immagine di catalogo più in basso.

Abbiamo dovuto attendere un pò per riuscire ad accaparrarci la DH Team e poterla tenere un pò per noi per testarla adeguatamente, ma la pazienza premia e quando arriva il nostro turno, Lorna Schouten (Marketing & PR Manager di Lapierre) ci comunica che ha fatto in modo di riservarci questa bici per l’intera mattinata. Grazie Lorna!

Prendiamo la bici e facciamo tappa al paddock Fox Racing Shox per farci settare le sospensioni ad hoc e via di corsa verso la confortevole seggiovia Les Chavannes di Les Gets (Francia).
Prima discesa di prova sulla classica pista che scende sotto la seggiovia, molto turistica, saltini e sponde, adatta a prendere confidenza con il mezzo. Subito salta fuori la vera indole di questa bici: la velocità. Quanto più si riesce a mollare tanto più “lei” si muove fluida e precisa tra sponde e brake bumps, mantenendo aderenza e velocità. Sappiamo bene quanto le fastidiosissime brake bumps possano mandare in crisi le sospensioni, facendo effettivamente rallentare la bici, ma questo non si avverte sulla DH Team che oltrepassa con incredibile scorrevolezza persino i punti più scavati, grazie anche al punto di infulcro del monocross particolarmente alto e avanzato.

Nel momento in cui proviamo a forzare qualche piega in velocità, ci rendiamo conto di quanto questo mezzo sia bilanciato. Aderenza precisa e ben distribuita su entrambe le ruote, senza nessun accenno a perdere grip e spinta, esce dalle curve in piena velocità. Lo stesso comportamento lo abbiamo riscontrato nelle rarissime flat turns (curve senza sponda) che si possono incontrare sui trails di Les Gets. La posizione di guida centrale e raccolta a cui induce questa bici, consente di trovare un ottimo feeling in percorrenza di curva, nonchè nel cambio di spinta tra una sponda e l’altra. Le quote di avantreno e retrotreno sono molto bilanciate tra loro e rendono la guida molto intuitiva e semplice.

Il funzionamento del Pendbox è eccellente e invita a pedalare quanto più possibile, anche in condizioni di terreno sconnesso. La sensazione di accellerazione è netta ed è altrettanto chiaro il cambio di assetto determinato dal ritorno in posizione estesa della sospensione e dal relativo cambio di geometrie.

La rigidità generale della bici è molto buona, grazie anche agli interventi strutturali per il telaio MY 2013. I punti di appoggio come il manubrio Easton Havoc carbon da 750mm e le pedivelle Sram XO DH Press Fit dal fattore Q elevato grazie al nuovo BB più largo, influiscono molto nella sensazione di rigidità monolitica trasmessa dal mezzo, sia per la scelta del carbonio, che per la stessa larghezza di questi componenti. Anche l’attacco manubrio integrato Easton Havoc con punti di serraggio del manubrio decisamente molto larghi e distanti dal centro, influenza certamente la rigidità d’insieme del cockpit.

Il bilanciamento in aria invece è particolare e abbiamo dedicato del tempo a capire questo aspetto. Sui primi salti presi un pò più veloci, abbiamo notato che la bici tende a scalciare sul dente e a proiettare il rider un poco in avanti. La reazione naturale è stata quella di rallentare di un click il ritorno dell’ammortizzatore, che comunque in tutte le altre situazione andava benone, col risultato infatti di aver peggiorato l’assorbimento delle brake bumps, e la vivacità della sospensione nei cambi di traiettoria. Siamo quindi ritornati al setting iniziale e abbiamo dedotto che il modo migliore per affrontare i salti in velocità con la DH Team sia quello di “smorzarli”, schiacciando la bici in uscita dalla rampa, per una fase aerea più bassa a tutto vantaggio di velocità e assetto, in pieno stile di guida new school.

Soddisfatti di quanto avevamo capito della bici sulle piste turistiche, abbiamo pensato di mettere alla prova seriamente questo mostro da DH, e ci siamo diretti alla ricerca di trail più impegnativi, sconnessi e zeppi di radici, che a Les Gets di certo non mancano. La DH Team non ci ha delusi! Veloce e scorrevole come sulle brake bumps, sulle infide radici umide della location francese si è trovata decisamente a suo agio. La sospensione lavora bene e spiana tutto, mantenendo aderenza. Quando abbiamo provato a pestare qualche pedalata in mezzo a quell’intreccio di radici ci siamo stupiti della trazione che riusciva a trasmettere a terra grazie all’accoppiata di Pendbox e sospensione.
Frenata sempre sicura e affidabile, grazie ai superlativi Formula RO Oval, anche durante il lavoro della sospensione, segno che il posizionamento dell’attacco pinza e del main pivot è stato valutato davvero nel dettaglio.

Tirando le somme per questa Lapierre DH Team 2013, possiamo dire che ha tutte le caratteristiche di una ottima DH di ultima generazione, che sa sicuramente far divertire in park, ma che esprime tutto il suo potenziale tra le fettucce dei tracciati di gara, alla ricerca di prestazioni e di risultati. Bilanciamento delle geometrie, posizione in sella, funzionamento della sospensione e pedalata sono i suoi punti forti. Mettetela alla prova e non ve ne pentirete.

 

2 versioni di allestimento per la bici completa, e una versione telaio. I prezzi di listino, al momento non disponibili, verranno comunicati in occasione della fiera Eurobike di fine Agosto.

La DH Team, allestimento top di gamma, replica della versione del Team Lapierre International.

La DH 722, versione più economica ma sempre prestigiosa, come potete notare dall’elenco della componentistica.

 

 

Foto di Giacomo Proserpio

 

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