Production Privee SHAN – Test

Triride XL

XL » 6/08/2013

Dietro un marchio c’è sempre una storia, un incontro, un momento nel quale scocca quella scintilla, alimentata dalla passione per il proprio lavoro e dalla condivisione di un pensiero che spinge gli uomini a buttarsi in nuove avventure.

La storia della quale vi vogliamo parlare inizia una notte tra le montagne e le case di pietra, intervallate da splendidi castelli fiabeschi, all’interno del magnifico scenario del Principato di Andorra. Dopo una giornata trascorsa sui sentieri dei Pirenei orientali, David e Damien si ritrovarono a discutere del loro futuro. Lavorare, da dipendenti, per il più famoso dei marchi di Andorra, stava un po’ stretto a questi due ragazzi che desideravano lasciare la loro “impronta” nel grande mondo della mountain bike. Discutevano di nuovi prodotti, di nuove strategie di mercato, di nuove soluzioni tecniche. Quella stessa sera nacque Production Privee.

Questo brand si sta ritagliando, pian piano, uno spazio di tutto rispetto all’interno del folto panorama del mountain biking mondiale. Inizialmente la factory si buttò a capofitto nell’ideazione e nella costruzione di componentistica votata al downhill racing. Se sono molti i costruttori che realizzano prodotti per questa spettacolare disciplina, Production Privee decise, sin dai primi modelli, di realizzare nuovi componenti attraverso uno sviluppo attento e direttamente influenzato dai test sul campo insieme ad uno dei rider più acclamati del grande circus: Cedric Gracia. Nacque così il primo stem esclusivamente studiato per le gare di downhill: peso leggero e una rigidità fuori dal comune. Successivamente iniziarono ad arrivare nuove pieghe per l’enduro e il dh e altri nuovi prodotti innovativi per design e per soluzioni tecniche. Insieme a questi componenti, Production Privee si concentrò nella realizzazione e nella produzione di un telaio hardtail: lo Shan.

Quando è arrivata in redazione, la Production Privee Shan ha riscosso un notevole successo. Sarà il colore, saranno le forme, sarà che noi di TriRide amiamo in particolar modo le “frontine” ma la voglia di farsi un giro era irrefrenabile. Lo Shan è disponibile in diverse colorazioni. Quella che abbiamo potuto provare ha un nome molto particolare che, per chi ha vissuto gli anni ottanta, rimanda alla memoria le mitiche avventure dei cugini Bo e Luke, della bella Daisy e dell’anziano zio Jesse. Questa colorazione arancio e nero riprende esattamente i colori e il design della splendida Dodge Charger “General Lee” di The Dukes of Hazzard.

Abbiamo messo sotto torchio lo Shan of Hazzard sui percorsi della più alta delle vette siciliane: l’Etna. Ma prima di conoscere nei particolari questa aggressiva hardtail, vi consigliamo di cliccare play e di vederla in azione.

Lo Shan ha un design decisamente spartano, non ci sono tubazioni oversize (dato l’utilizzo dell’acciaio come materiale di costruzione) ma già a guardarla da la sensazione di essere una bici battagliera ed adatta ad ogni tipologia di percorso. Il telaio è costruito in acciaio al cromo. Le tubazioni sono double butted ovvero lo spessore interno dei tubi d’acciaio è di sezione variabile.

Una bici destinata ad un uso prevalentemente enduristico. A conferma di ciò le geometrie: angolo sterzo da 66°, angolo sella da 72.5°, lunghezza carro da 420mm, BB drop -30mm e passo (taglia M) pari a 1109mm. Quattro le taglie a disposizione: dalla S alla XXL.

Le tubazioni in acciaio sono saldate tra di loro in maniera impeccabile. Nelle zone del tubo sterzo e del tubo sella sono presenti delle fazzolettature di rinforzo. Il passaggio dei cavi non è interno al telaio.

La casa consiglia il montaggio di una forcella con escursione di 150/160mm. Il tubo sterzo è tapered e mostra in bella vista il logo della factory. Questo, seppur l’estetica ne guadagna molto, potrebbe far in modo che, durante le uscite invernali o più semplicemente durante il lavaggio, l’acqua penetri all’interno delle preziose tubazioni. Consigliamo dunque di proteggere l’interno del telaio chiudendo queste feritoie, potrebbe bastare un po’ di nastro adesivo.

La bici da noi testata montava una forcella da 160mm. Production Privee dichiara un peso per il solo telaio di 2.6 kg (taglia media).

La battuta posteriore è da 135mm. Inoltre è possibile scegliere tra la configurazione 135x12mm o 135x10mm o anche con forcellini per single speed. Tra le altre feature di questa bici non possiamo non citare l’attacco per guida catena ISCG 05.

Come la maggior parte delle moderne mtb, anche lo Shan è made in Taiwan. La verniciatura è preceduta da un processo di elettrodeposizone che consente una maggiore protezione contro la corrosione dell’acciaio. Sul telaio non sono presenti i fori per il porta borraccia. Quest’accessorio, potrebbe rivelarsi molto funzionale in caso di lunghe uscite, ma stona con il design più che pulito della bici. Noi, personalmente, la preferiamo così.

Il punto forte dello Shan è la flessibilità verticale del carro che garantisce più grip, più confort ed efficienza nelle discese. Per garantire questa flessibilità sono stati utilizzati: tubi ovalizzati nei foderi alti e bassi, nessun braccetto di collegamento tra i foderi bassi e i foderi alti non trattati a caldo e dunque più flessibili.

La Production Privee Shan da noi provata monta una forcella Fox Float FIT Kashima con steli da 36mm ed escursione da 160mm. Questa forcella si è rivelata un’ottima scelta per divertirsi al massimo in discesa. Gli steli da 36mm aiutano molto e regalano al biker una sensazione di sicurezza e precisione di guida.

Le ruote e*thirteen TRS+ si sono rivelate all’altezza della situazione. Sono molto rigide alle torsioni laterali e hanno un peso contenuto. Abbinate poi alle coperture Onza Ibex DHC RC2 55A da 2.25 pollici consentono una guida molto aggressiva ed il grip rimane quasi sempre ottimo.

La trasmissione è dell’americana SRAM. Dieci velocita al posteriore, gestite dal deragliatore X0 e due all’anteriore, gestite dall’X9. La guarnitura, di ottima fattura, è anch’essa della e*thirteen con guida catena TRS Dual.

La zona guida vede invece molta componentistica Production Privee. Lo stem è da 70mm e non si è rivelato eccessivamente lungo durante la guida. La ruota anteriore è risultata sempre ben caricata. Il manubrio, anch’esso della Production Privee, è lungo 740mm e ben si sposa con le caratteristiche di questa bici. Consente un buon controllo del mezzo e permette di muoversi a proprio agio anche sui sentieri più stretti.

L’impianto frenante, della Formula, è il modello R con rotori da 180mm su entrambe le ruote. La risposta in frenata è più che buona e anche dopo lunghe discese le performance sono rimaste simili ai primi minuti di riding. Difficilmente si avverte il fenomeno del fading (riduzione progressiva della capacità frenante dopo un utilizzo intenso dell’impianto). Anche per i Formula R tanto di cappello!

Non ci sono piaciute le manopole. Troppo grosse è ingombranti per la taglia delle nostre mani. Sono della Spurcycles e, tramite gli anelli in silicone, permettono un infinito numero di personalizzazioni. Sullo Shan sono in un patriottico tricolore francese.

Decisamente ottimo il funzionamento del reggisella telescopico KS con comando remoto al manubrio.

Con un montaggio del genere non possiamo nascondere che lo Shan non è stato il più leggero dei “frontini” da noi provati. L’ago della nostra bilancia si è fermato sui 13,6 kg. Non si tratta certo di un peso piuma per una front ma sicuramente non eccessivo. Si sale molto tranquillamente su ogni tipologia di percorso a patto che non abbiate fretta.

Ottimo il bilanciamento dei pesi in salita. L’angolazione del tubo sterzo insieme a quella del tubo sella permette di caricare a dovere la ruota posteriore che conserva un grip buono anche sullo sconnesso. Anche fuori sella si sale in modo più che buono. Certo avere una forcella a travel variabile avrebbe consentito a questa bici di essere un po’ più agile in salita. Difficilmente ci siamo però ritrovati a spingere lo Shan anche sulle salite più impervie e lunghe.

Certamente, in salita, non ha la trazione di una full suspension ma difficilmente ci si ritrova in situazioni di scarsa aderenza.

Quando finisce la salita ed ecco che potete dare libero sfogo alle vostre doti di dhiller, ecco che lo Shan sorprende per agilità e prestazioni. Quello che ci ha colpito in maniera maggiore è il fatto che, nonostante sia una front, difficilmente abbiamo finito una discesa esausti. Il telaio in acciao di questa Production Privee è davvero molto flessibile verticalemente e si ha quasi la sensazione di avere un piccolo ammortizzatore al posteriore (ciò non significa che il comportamento di questa bici si avvicina a quello di una full, ma lo Shan riesce a perdonare quello che altri telai hardtail non perdonano). Non siamo sicuri se sia il particolare design del carro posteriore o l’utilizzo dell’acciaio al cromo ma difficilmente si riesce a provare la stessa sensazione di stabilità ed aderenza su un altro telaio front.

Su percorsi molto scorrevoli e lavorati, lo Shan è un missile. Ogni asperità che si può trovare su un sentiero, da il più piccolo dei dossi a qualsiasi roccia, diventa il pretesto per sollevare le ruote da terra. Anche in aria il feeling è dei migliori. Ci si trova perfettamente bilaciati e lo Shan da subito un’ottima sensazione di sicurezza, degna della migliore dh bike.

Nei cambi di direzione la bici è velocissima, così come nelle accelerazioni. Il carro corto permette allo Shan di muoversi in maniera estremamente agile quando le curve si susseguono. Il desing molto slopato della bici fa permette di manovrare la bici a dovere. Ne guadagna l’estetica ma anche il rider che non si trova ad avere fastidiosi ingombri mentre guida.

In curva si ha la sensazione di stare sui binari. Il carro posteriore, la forcella e l’intero telaio in acciaio rispondono molto bene alle torsioni laterali. Su curve veloci e dal raggio importante lo Shan conserva ottime prestazioni. Un po’ meno quando ci si trova su curve veloci dal fondo più che dissestato. Qui abbiamo avvertito un leggero nervosismo dell’avantreno che cerca sfogo puntando all’esterno. Il fenomeno del sottosterzo è molto prevedibile e facilmente si riesce a uscirne ancora in sella. Sulle curve più strette e lente la bici si è comportata in modo perfetto. La giusta distanza tra la testa della forcella e il tubo obliquo permette un ampio range di rotazione

Sullo sconnesso il comportamento di questa Production Privee è molto buono. Necessita una guida fisica e bisogna copiare le asperita contando, soprattutto, sulla flessione di gambe e braccia. Lasciata scorrere a dovere riesce comunque a superare ogni ostacolo con molta facilità, merito anche delle geometrie molto aggressive.

La Production Privee Shan è una bici che consigliamo a chi si avvicina al mondo del mountainbiking. Si tratta di un ottimo mezzo per imparare veramete a guidare. Le hardtail in acciaio sono una concezione molto inglese ed, in parte americana, ma anche questa “francesina” si è guadagnata un posto di tutto rispetto all’interno di questa categoria d’èlite. Guidare una front è un po’ come guidare una bici con un’anima. Il fondo dei sentieri viene percepito in maniera più reale, regalando al biker quel pizzico di divertimento in più. Una volta ottenuto il massimo del feeling con una front ogni sentiero, ogni montagna sembrerà più bella. Solo con una front potrete veramente istaurare un legame con il terreno sotto di voi e trasformarvi in un tutt’uno con ogni mountain bike.

Se poi preferite le uscite più lunghe e pedalate prestate molta più cura al montaggio della bici, magari anche sacrificando qualcosa in termini di prestazioni in discesa. Risparmiando preziosi grammi con lo Shan potrete permettervi tante soddisfazioni anche nell’allmountain e nel trail riding.

Lo Shan è venduto come solo telaio al prezzo di 649,00 € con forcellini in configurazione 135x10mm (sono opzionali quelli in configurazione 135×12 o per singlespeed). Per maggiori informazioni visitate il sito web production-privee.com. Production Privee è importata in Italia da 4Guimp.