SRAM long term “dusty” test

Qualche tempo fa abbiamo cominciato il nostro test di durata su un po’ di componentistica SRAM. Per la precisione abbiamo messo per bene sotto torchio l’intero gruppo X7 2X10, dei freni Avid Elixir R, l’ammo Rock Shox Monarch RT3 e la forcella Sektor RL. Il tutto montato su una Morewood Showa con 150mm d’escursione alla ruota posteriore. Un montaggio allmountain di tutto rispetto che ci ha permesso di “abusare” della nostra bici senza alcun problema. Abbiamo cercato di stressare la componentistica il più possibile nelle ultime settimane. Fortunatamente abbiamo a portata di mano una tipologia di terreno che quanto a stressare i materiali non è seconda a niente e nessuno, la terra vulcanica dell’Etna. Il bello di un terreno come questo è che si può girare con qualsiasi condizione meteo, anzi, più piove più il grip aumenta. State però attenti a pulire la bici per bene dopo ogni uscita però. La terra vulcanica non è una terra come le altre. Non diventa mai fangosa perchè in realtà si tratta di una sabbia composta da microscopici granelli di quarzo che si infilano negli angoli più nascosti della vostra amata bici e che diventano letteralmente “carta vetrata” se non pulite con attenzione. Steli rigati, catene consumate, mettallo ed alluminio erosi dallo sfregamento del quarzo. Insomma, se i componenti reggono a tutto questo allora non c’è che una sola conclusione…sono fantastici!

Cominciamo con un piccolo video giusto per farsi venire l’appetito.

Cominciamo con la Sektor RL. Si tratta del modello che ha sostituito la Pike, una forcella che abbiamo sempre considerato una scelta azzeccatissima per l’allmountain. Forse non si tratta della forcella più leggera sul mercato (1837g), oggi i sistemi ad aria sono più gettonati per l’allmountain, tuttavia, se non vi spaventano pochi grammi in più, la Sektor RL è una focella fantastica. Il vantaggio di sospensioni come queste, ed in particolare dei sitemi a molla, è l’affidabilità unita al basso livello di manutenzione. La Sektro RL è una di quelle classiche forcelle coe monterete e “dimenticherete”. Il Motion Control di Rock Shox vi permette di settare la forcella in modo immediato e semplice. Una sola regolazione per la compressione ed un controllo del ritorno semplice ed efficace. Se siete dei tipi che sui sentieri non vanno tanto per il sottile e si buttano a tutta sul tecnico, e se non amate stare troppo dietro ai settagi e preferite invece prodotti molto “ready to go” allora la Sektor RL è il vostro indirizzo. Il comportamento sul veloce è davvero notevole, potrete lanciarvi a rotta di collo senza preoccuparvi più di tanto di cosa passa sotto le ruote. Non dimenticatevi naturalmnte che stiamo parlando sempre di allmountain, quindi esagerate, ma non troppo. Una buona sospensione anteriore deve permettervi di affrontare con tranquillità anche il ripido sconnesso con gradoni a basse velocità, una situazione che si incontra molto spesso sui sentieri di montagna. Nella nostra esperienza spesso le forcelle ad aria hanno una fase molto lineare nel travel intermedio che, nel caso vi troviate su dei gradoni sul ripido, richia di far andare la forcella tropo a fondo facendovi sbilanciare in avanti. Nessun problema con la progressività della molla. La Sektor RL anche in queste condizioni vi “sostiene” egregiamente, senza trasmettere quella brutta sensazione di rischiare di trovarsi a valle prima del tempo necessario a godersi la discesa. Per tutti quelli che vogliono esagerare coi dischi nessun problema perchè la forcella supporta il montaggio di dischi fino a 203mm di diametro. Noi avremmo fatto volentieri a meno del bloccaggio al manubrio, un po’ troppo esposto e soggetto a rotture in caso di caduta. Su una focella così semplice avremmo preferito una onestissima regolazione di compressione e bloccaggio direttamente sulla testa della forcella, facile ed immediato. Se volete tenere conto di questo aspetto quindi rinunciate pure al controllo al manubrio. Trattandosi di am un controllo di questo tipo non è poi così indispensabile. Riassumendo si tratta di un prodotto affidabile, molto solido e resistente, dalle ottime prestazioni e sopratutto con un rapporto qualità/prezzo vantaggioso. Anche gli adesivi e le vernici sono risultati di ottima fattura, e vi assicuriamo che resistere alla sabbia vulcanica non è cosa facile. Il modello da noi testato con perno passante da 15mm, che non fa rimpiangere in nessun modo il perno da 20mm, ha un prezzo al pubblico di 434,00 euro.

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Passiamo all’ammo Monarch RT3. Anche in questo caso le impressioni sono state complessivamente molto positive. La corsa dell’ammo è lineare ma progressiva nell’ultima fase (questo naturalmente dipende principalmente dalla bici su cui è montato). Possiamo semplicemnte dirvi che la linearità dell’ammo ci è servita a stare tranquilli sul tecnico veloce e che staccando le ruote da terra (come si fa a fare allmountain senza qualche drop che renda il tutto più avvincente?) non abbiamo mai rischiato il fondocorsa. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un prodotto che fa di semplicità ed affidabilità le sue cifre distintive. La regolazione della pressione è facilitata dalla comodissima scala graduata esterna che vi permetterà di trovare il vostro sag al volo. La valvola dell’aria è ben accessibile, cosa fondamentale per evitare inutili stress. Le altre regolazioni del Monarch RT3 sono naturalmente bloccaggio e ritorno. Le boccole del Monarch sono state realizzate davvero bene, molto scorrevoli e resistenti. Si tratta di un aspetto che a volte qualcuno trascura ma che in realtà è di fondamentale importanza. La scorrevolezza delle boccole migliora di non poco il funzionamento dell’ammo, soprattutto per quel che riguarda la sensibilità ai piccoli urti. Il fatto che poi le boccole siano anche resistenti vi permette di poter azzardare di più senza temere l’insorgere di fastidiosi giochi. Il Monarch RT3 ci è sembrato molto diverso nel comportamento dal diretto concorrente Fox RP23. In sostanza il Monarch è più lineare nel travel intermedio e più progressivo nella parte finale e forse un pelo meno sensibile ai piccoli urti. Non si tratta in nessun modo di considerare un ammo “migliore” o “peggiore” di un altro. Date le sue caratteristiche il Monarch potrebbe essere considerato un poco più “nervoso”  da qualcuno, ma molto più “prestazionale” da altri. Richiede forse una guida leggermente più fisica ma rimane sempre molto reattivo e vi permette di “dimenticare” i fondo corsa. Ripetiamo ancora una volta però che si tratta di impressioni sulle quali influisce notevolmente il sistema della bici su cui è montato l’ammo. Il prezzo al pubblico del Monarch RT3 è di 252,00 euro.

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Concludiamo con freni Elixir R e trasmissione X7 2X10.

Per quanto riguarda i freni diciamo subito che la scelta dei dischi da noi adottata si è rivelata inadeguata all’uso “hard” che abbiamo poi fatto della bici. Per un allmountain aggressivo il diamtero da 160mm sia all’anteriore che al posteriore è definitivamente poco. Noi vi consigliamo come minimo un 180 all’anteriore, ma se vi piace andarci davvero duro non trascurate l’idea di un 180mm anche al posteriore. Sappiamo che per molti questi sono numeri da enduro ma le bici da allmountain di oggi, specie se con sospensioni di questo livello, permettono davvero di osare facendovi a tratti sconfinare nel gravity. Quindi se da questo punto di vista vi identificate di più con una guida aggressiva non preoccupatevi dei pochi grammi in più del rotore da 180mm anche alla ruota posteriore. Per il resto gli Elixir R sono degli ottimi freni. La regolazione della distanza della leva tool free è comoda e ben posizionata. L’ergonomia è buona, abbiamo trovato qualche piccolo problema solo nell’eventualità in cui si impugni il manubrio con una parte della mano che sporge all’esterno, cosa molto più diffusa di quanto non si pensi. In questo caso le leve sono risultate forse un po’ distanti, ma niente di così scomodo da influire sull’affaticamento degli avambracci comunque.

Per quel che riguarda la trasmissione X7 2×10 non c’è molto da dire se non quel che si dice anche dello standard 29″: “provatelo una volta e non lo lascerete mai più!”. Il sistema 2X10 è semplicemente migliore della tripla. Cambiata sempre precisissima, linea catena ottimale, nessun problema di risucchio. Qualcuno potrà obiettare che ci vuole più gamba, ma a conti fatti è proprio vero? Avete mai fatto i conti su quanti rapporti utilizzate veramente con la vostra tripla? Quante volte utilizzate davvero il rampichino? Certo non volgiamo dire che un rapporto leggerissimo sia del tutto inutile ma fidatevi, provate un sitema 2X10 e non tornerete più sui vostri passi. L’X7 permete poi di fare questo salto con costi molto contenuti, anche se dal 2012 l’entry level del 2X10 di SRAM è diventato l’X5 (vedi qui).

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Che a nessuno venga in mente di dire che non abbiamo stressato a dovere la componentistica oggetto del test.

Qualche mese fa, a giudicare dal logo di Tri-Ride un bel po’ di mesi fa, abbiamo realizzato questo piccolo video sul montaggio dei componenti. Riuscireste a cambiare forcella, freni, ammo e trasmissione alla vostra bici in soli 40 secondi? Beh, dipende solo da quanto è veloce il vostro software di editing video.

Non preoccupatevi perchè appena acquistati i vostri componenti non somiglieranno alle foto scattate dopo il test. Eccoli in tutto il loro splendore prima del montaggio.

Per maggiori informazioni sulla componentistica SRAM, Rock Shox, Avid e Truvativ visitate il sito ufficiale SRAM o quello dell’importatore italiano AMG.