TIA (This Is Australia) review

Per il secondo Newspaper Issue Tri-Ride propone la recensione di TIA (This Is Australia), video di recente uscita completamente incentrato sulla scena dh racing australiana. Il film è girato da Sam Davies e prodotto dalla SLD Productions.

TIA (This Is Australia) è un video girato da Sam Davies e prodotto dalla SLD Productions. Come suggerisce il titolo si tratta di un film girato interamente in Australia, e solo con riders australiani. Si tratta di un prodotto molto ben confezionato e con un’inclinazione only dhracing. L’impronta del film è a tratti documentarista, così come espressamente ricercato dal regista. TIA è un video perfetto per tutti coloro che, oltre a voler conoscere a fondo la realtà dh racing australiana, desiderino ammirare una carrellata dei migliori spot gravity australiani. Per un dhiller siciliano, catanese in particolare, la visione di TIA genera una particolare sensazione di ”familiarità”. Il tipico spot australiano infatti, ricco di morbida terra da driftare, ricorda molto da vicino i tracciati da discesa etnei.Trattandosi di un video dal tratto documentaristico alcune sezioni del dvd hanno molto parlato (naturalmente senza sottotitoli) e poca azione. Questo sicuramente piacerà poco agli amanti dei video only action tipo la saga di Earthed. Il taglio narrativo è di chiara ispirazione porteriana anche se non raggiunge quei livelli di qualità, soprattutto per quanto riguarda le riprese video. D’altronde video come Between the tape e F1rst hanno stabilito, nell’ambito dei documentari sul downhill, un livello difficile da eguagliare.

Il personaggio più presente nel video è certamente Nathan Rennie (The Beast). Sua la sezione d’apertura girata a Gold Coast, tipica location australiana ricca di terra morbida e roccia fissa. I punti deboli del video sono la session dedicata a Sam Hill, che indugia troppo sul campione australiano impegnato su motoX in un campetto sabbioso, quella di Chris Kovarik, che ha moltissimo parlato e pochissima azione, e quella di Jared Rando e Amiel Cavalier, un night riding decisamente molto night e poco riding, “arricchito” dal discutibile utilizzo di macchine per il fumo artificiale.

Fra le sezioni più belle è sicuramente da ricordare, oltre quella di Nathan Rennie, quella di Ben Cory, girata da qualche parte vicino Canberra su un tracciato totalmente in contropendenza. Vedere Cory destreggiarsi su questo terreno così difficile è una goduria per gli occhi.Altra sezione molto bella è quella di Mitch Delfs, girata sul tracciato di Margaret River W.A..

Il video nasconde delle chicche molto interessanti nella sezione degli extras. Molto belle le sezioni di Josh Button e Mick e Trace Hannah, l’helmet camera realizzata da Rennie sul tracciato di Thredbo resort che, a giudicare dalle immagini, varrebbe la pena di visitare almeno una volta nella vita, e l’helmet camera realizzata da Delfs sempre sul tracciato di Margaret River W.A..

Per finire qualche notazione sulla musica. Belle le musiche dei Sunday Painter e dei Grafton Primary. Bellissima Love is Dead degli Only The Sea Slugs, scelta per la session di Ben Cory. Altre musiche come War Games dei My Secret circus e Thirteen dei The Kannen hanno un gusto troppo heavy metal che andrebbe meglio per video free ride di qualche anno fa, ma che forse non si adatta al cento per cento ad un film come This Is Australia.

TIA rimane in generale un dh racing video di ottimo livello soprattutto per riscaldare le fredde giornate di tutti gli amanti dei campi gara costretti dalle condizioni meteo a tenere la bici posteggiata in garage.