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TriRide intervista Gianluca Vernassa

Gianluca Vernassa correrà la stagione 2012 di coppa del mondo con il team Devinci Global Racing. Il rider italiano non è in assoluto il primo a correre con un team straniero, negli anni novanta rider come Stefano Migliorini e molti altri hanno tenuto alto il nome degli italiani nelle competizioni di coppa del mondo classificandosi fra l’altro anche tra le prime posizioni. In questi giorni abbiamo passato un paio di ore insieme a Gianluca in quel di Sanremo (Italia), ne è uscita fuori questa breve intervista.


Foto: Agusto Caire

Ciao Gianluca, come va? Ormai la notizia è ufficiale, il prossimo anno correrai per il team Devinci. Quali sono state le tue emozioni quando hai saputo che correrai con gente come Steve Smith, George Branningan e Nick Beer?

Sono vermante contento di far parte di una grande squadra come il team Devinci e spero che il 2012 sia l’inizio di qualcosa di più grande. Per me è una grande opportunità e mi impegnerò al massimo per ottenere risultati importanti.

Il primo italiano, del downhill moderno, a firmare con un team straniero. Come ti senti in questa posizione?

Sicuramente è una grossa responsabilità, Devinci ha delle aspettative su di me, spero di mantenerle.

Come ti stai preparando per la stagione? È la prima volta che correrai tutte le gare di coppa?

Il 2012 sarà il mio primo anno da junior, onestamente la tensione è alle stelle. Sembra veramente la notte prima degli esami. Qua a Sanremo ho modo di allenarmi con gente che va forte. Poche settimane fa ho trascorso un paio di giorni insieme al Santa Cruz Syndicate ed al Team Giant, insomma ho davvero imparato molto. I ragazzi sono sempre disponibili e mi permettono di allenarmi con loro e io cerco di capire gli aspetti migliori dei loro stili di guida.

Da questo punto di vista tu sei nato e cresciuto in una realtà molto particolare che è quella di Sanremo che, come ho sentito dire, è la California dell’Europa. Quanto ha realmente influito vivere a Sanremo?

Grazie a mio padre sono nato con la mentalità giusta! Già da piccolo il downhill mi scorreva nelle vene ma credo che se non fossi nato a Sanremo non sarebbe mai nata questa grande passione per la mountain bike. In Italia si parla poco del nostro sport e lo si pratica ancora meno, quindi se sin da piccoli non si conosce questa disciplina è difficile riuscire a correre ad alti livelli. Nel nostro paese c’è poca comunicazione, si parla solo del calcio mentre in paesi come la Francia, ad esempio, sono le scuole che spronano a praticare mtb o bmx.

Bici a parte, come programmi i tuoi allenamenti?

Naturalmente si cerca di pedalare al massimo sempre con ripetute, allunghi e stando in bici per tanto tempo. Io personalmente cerco di divertirmi il più possibile con la mia nuova Devinci.

Esordio in Sud Africa, un percorso molto pedalato e abbastanza lungo. Come ti senti a dover correre su di un tracciato come quello africano?

Sinceramente la tensione non manca. Non dico di aver paura, anche se il mio forte non sono mai stati i percorsi molto pedalati. Sono più per percorsi tecnici dove si lavora molto fisicamente. Rispetto alle altre gare di coppa è forse quello che temo di più.

Negli anni passati ti è capitato di provare qualche percorso di coppa del mondo? Se si quale?

Solo Val di Sole e Leogang. Val di Sole è una pista fantastica perché è molto tecnica come piace a me. È un percorso un po’ all’antica e molto tosto dove bisogna essere potenti fisicamente. Leogang invece è una delle piste più belle che abbia mai provato, anche questa molto fisica.

Altre piste che preferisci?

Fort William e Mt. Sainte Anne che è sempre stata un sogno per me e volevo proprio andarci. Anche l’ Hafjell mi sembra molto bella dalle helmet cam che ho visto.


Foto: Agusto Caire

Quali sono i tuoi reali obiettivi per questa stagione?

Sono alle prime esperienze ma sono sicuro di dare il massimo.

Quali invece i risultati che hai conseguito lo scorso anno?

Ho vinto nella mia categoria a Chatel mentre nevicava, poi ho vinto la categoria U17 del ciruito iXS European Downhill Cup.

L’esperienza in coppa ti terrà lontano dalle lezioni. Ti faranno problemi visto che il prossimo anno girerai il mondo?

Abbiamo fatto presente al direttore scolastico che sarò assente per le competizioni. Chiuderanno un occhio ma sarò costretto ad andare a scuola, quando sono in Italia, anche con la febbre.

C’è un rider per te che rappresenta un punto di riferimento?

Nicolas Vouilloz, come lui nessuno.


- Gianluca posa insieme a Karim Amour per il catalogo Dainese -

Da poco tempo stai girano con una Devinci Wilson, una bici nuova per te. Quali sono le prime impressioni? È diversa rispetto alle bici che hai guidato in passato? Si adatta al tuo stile di guida?

La Wilson è spettacolare! Mi sono trovato subito a mio agio, è una gran bella bici. Ho girato in tutte le condizioni con questa bici e mi sono sempre trovato bene.

Abbiamo notato che giri con molle molto più morbide rispetto al tuo peso, come mai?

Si è vero. Questo perché sin da piccolo sono stato abituato a guidare bici con poca escursione ma sicuramente nelle gare di coppa sceglierò un setup più rigido perchè le velocità aumenteranno notevolmente.

Parliamo di pedali. Tu sei per gli agganci, soprattutto per come si è evoluto il dh oggi. Secondo te ci sono situazioni in cui un pedale flat può dire la sua?

Penso sia davvero indiscutibile, se vuoi essere competitivo non puoi correre con i flat.


Foto: Agusto Caire

Sul fango come ti trovi?

Molto bene. Anche se qui a Sanremo è difficile trovare le stesse condizioni di Leogang. Spero che quest’anno non piova troppo.

Ok Gianluca abbiamo terminato, in bocca al lupo per Pietermaritzburg e grazie per l’intervista.

Grazie a voi ragazzi. Ci si vede giù in Sud Africa!

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One Response to TriRide intervista Gianluca Vernassa

  1. Roberto scrive:

    giusto per accontentare i più curiosi, quello con la maglia U.S. Cagnes è il fortissimo Loic Bruni
    e invece quel nano con la maglietta rossabianca, nella foto sotto, è un altro giovanissimo del team Argentina Bike….. le iniziali sono L. R. 

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