Truvativ Noir T40, Holzfeller stem, Avid Elixir 7 test

Truvativ Noir T40 Riser Bar, attacco manubrio Truvativ Holzfeller, reggisella Truvativ Noir T40 e nuovo impianto frenante Avid Elixir 7. Questi i componenti SRAM 2012 oggetto del nostro test di oggi.

La bici utilizzata per il test è una Lapierre Spicy 316 con 160mm d’escursione alla ruota posteriore. Tester: Tiziano Mammana. Abbiamo cercato di abusare della componentistica il più possibile in questi mesi per trasmettervi le impressioni reali delle prestazioni.

Dai colli romani alla Sicilia passando per tre gare di Superenduro, Tiziano ha testato a dovere i componenti sia in ambito race che nelle più “tranquille” uscite domenicali.

Cominciamo dal Truvativ  Noir T40 Riser Bar. Prodotto racing oriented di Truvativ, il Noir T40 Riser Bar è realizzato in robusto carbonio unidirezionale. Disponibile nelle dimensioni da 640mm a 700mm e con rise di 15mm o 30mm. Leggero, pesa solo 190 grammi, il modello testato è quello da 700mm e 15mm di rise. Prima di montarlo SRAM consiglia di applicare una pasta d’attrito per favorire la presa della piega allo stem, aspetto molto importante per i componenti in carbonio, come del resto quello di rispettare le corrette coppie di serraggio che per questo componente  variano da 5,6 a 6,8 N-m.

I 700mm di lunghezza ci sono sembrati ben proporzionati per l’allmountain e l’enduro, soprattutto considerando il fatto che oggi molti biker adottano manubri di lunghezza superiore (720, 740, 750mm) non sempre adatti, a nostro parere, a questa tipologia d’utilizzo. Su trail larghi e veloci qualcuno potrebbe sentire la mancanza di qualche centimetro in più, anche se i 700mm della piega ci hanno trasmesso la sensazione di poter mollare tranquillamente i freni senza rinunciare a sicurezza, controllo e stabilità. Se poi siete dei veri allmountainer e le vostre uscite finiscono su sentieri stretti e tortuosi, il T40 Riser Bar da 700mm è la scelta ideale per muoversi agilmente tra alberi a volte fin troppo a ridosso del sentiero.

In salita, invece, proprio la lunghezza non eccessiva può essere d’aiuto. Le braccia, infatti, non sono troppo distanti traloro, le spalle di conseguenza sono più rilassate, facendovi assumere una posizione più confortevole per le lunghe salite, cosa che non succede con i manubri più larghi. Il rise di 15mm ci è sembrato anch’esso ben proporzionato per l’allmountain a 360°. Non è eccessivo e aiuta a caricare a dovere la ruota anteriore quando la pendenza diventa negativa, allo stesso modo consente di rimanere comodi durante le lunghe salite. La T40 Riser Bar, in definitiva, ci è sembrata molto equilibrata ed è un ottimo compromesso tra comodità in salita e prestazioni in discesa, equilibrio indispensabile per discipline come l’allmountain o l’enduro.

Abbiamo abbinato il T40 Riser Bar con l’attacco manubrio Truvativ Holzfeller da 50mm. Il Truvativ Holzfeller è realizzato in alluminio 6066 e pesa poco più di 190 grammi. Disponibile nelle misure di 40, 55 e 60mm e anche per serie sterzo da un pollice e mezzo. Anche in qui vanno rispettate le coppie di serraggio che consiglia la casa: 7,9/9,0 N-m.

Sul campo l’Holzfeller dimostra subito una vocazione discesistica. Le sterzate sono molto decise e la guida più racing. In salita i 50mm possono risultare un po’ scomodi, qualcuno potrebbe preferire il montaggio di qualche distanziale per evitare di ritrovarsi troppo piegato sul manubrio. Con 50mm di lunghezza non si ha una posizione particolarmente distesa ma si sale comunque agilmente. Tuttavia se preferite una posizione un po’ più performante in salita, senza però perdere praticamente nulla dell’aggressività in discesa, vi consigliamo il montaggio dello stem da 60mm (anche per bici taglia m e rider di media statura). Troviamo che in questa lunghezza l’attacco sia più equilibrato e si adatti meglio alla piega da 700mm.

Il reggisella Truvativ Noir T40 si impone subito per il suo aspetto, molto elegante da un tocco di classe alla vostra bici. Realizzato in carbonio, ad eccezione di viteria e testa che sono in titanio, pesa circa 225 grammi ed è disponibile nelle lunghezze di 350 e 400 mm. Per l’enduro ormai spopolano i reggisella telescopici, assolutmente irrinunciabili in ambito race. Tuttavia se non avete velleità agonistiche, se i giri nella vostra zona non sono un continuo e nervoso alternarsi di salita e discesa ma soprattutto se pensate che risparmiare peso sulla vostra bici sia comunque una priorità, allora il Noir T40 è una scelta validissima. Come tutti i reggisella in carbonio, però, ha bisogno di più attenzione quando serrate il collarino o quando fate l’ordinaria manutenzione. La sella si monta in pochi secondi grazie alla conformazione di viti e piastra superiore che permettono alla slitta di inserirsi facilmente.

Concludiamo con gli Avid Elixir 7, montati sulla Spicy con dischi da 180mm non hanno mai dato problemi, neanche in gara. Come tutti gli Elixir punto forte di questi freni è la modulabilità. Ergonomicamente la leva è disegnata nel modo migliore per garantire un’ottima frenata senza però compromettere la presa sul manbrio. La regolazione della leva è semplicissima con il Tool-Free Reach Adjust, in pochi secondi si è in grado di regolarne la distanza. Disponibile sia in carbonio che in alluminio.

Per chi ama una frenata dolce e modulabile al 100% questo impianto è una scelta consigliata. Questo può essere un po’ un problema se invece siete abituati ai freni dal comportamento molto più deciso, on/off, allora il feeling trasmesso dagli Elixir 7 potrebbe non essere il vostro preferito. Un altro punto forte è sicuramente il peso, solo 350grammi. La pinza è molto ben riparata dagli eventuali urti e si installa sulla bici in pochi minuti, l’operazione di centratura del freno è estremamente semplice ed efficace. Il disco è sempre ben centrato e silenzioso. I nuovi dischi Avid HS1 da 180mm sono notevolmente più rigidi di quelli precedenti. In ambito enduristico è facile prendere botte, ma piegarli è veramente difficile.

In conclusione possiamo dire che il freno funziona molto bene, anche sul bagnato la prestazione non cambia. In un paio di occasioni, su lunghe discese, abbiamo sentito un po’ di puzza di freno cotto, ma la prestazione è rimasta praticamente immutata. Quindi grande affidabilità e prestazioni di alto livello.

sram.com