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Windham – Analisi Tempi

Ecco arrivato il momento dell’analisi dei tempi del quinto round di coppa del mondo di downhill. La gara di Windham (Stati Uniti) è stata vinta da Aaron Gwin (Trek World Racing) che, con i punti guadagnati, vede salire ancora il vantaggio sul rivale stagionale Greg Minnaar (Santa Cruz Syndicate). Come al solito ad offrirci quest’interessante analisi è l’esperto statista e biker scozzese Mark Shilton.

Guardando le classifiche finali della gara di Windham sembrerebbe che Gwin abbia dominato la gara dall’inizio alla fine e, solo Steve Smith (Devinci Global Racing) e Gee Atherton (GT Factory Racing) sono riusciti a contenere il distacco entro i due secondi. Mentre Danny Hart (Giant Factory Off Road Team) quarto al traguardo si è classificato con un distacco maggiore di tre secondi dall’americano. Confrontando poi i tempi degli altri rider possiamo notare che dal quarto al ventesimo classificato il distacco complessivo è stato di soli 2,5 secondi.

In questo primo grafico potrete confrontare i distacchi generali della gara di Windham dal primo al ventesimo classificato.

La cosa si fa più interessante se date un’occhiata all’heatmap qui sotto. Questa mappa considera i tre diversi split del tracciato statunitense e, come potete facilmente notare, Gwin non è stato il più veloce. Addirittura non è stato più veloce in nessuno split; quello che lo ha portato a vincere il quinto round di coppa è stata una “semplice” progressione. Terzo al primo split mentre sempre secondo negli ultimi due. Solo Gee Atherton è riuscito a fare qualcosa di simile ma con risultati peggiori; è stato infatti quarto nel primo e secondo settore, mentre solo sesto nell’ultimo. Per leggere bene la mappa considerate che il colore più scuro sta ad indicare una posizione più alta in classifica, mentre i colori più chiari indicano una posizione peggiore o al di fuori della top 20.

 

Questa mappa è molto interessante in quanto denota perfettamente la mentalità di approccio dei singoli rider alla gara, complessiva inoltre dell’assunzione di rischi per recuperare in classifica. L’informazione più rilevante è senza dubbio il fatto che solo Gwin ed Atherton sono riusciti a rimanere nella top ten di ogni singolo settore, mentre alcuni per alcuni top rider come ad esempio Danny Hart i colori sono più discordanti. I tempi per settore di Hart denotano infatti la sedicesima posizione nel secondo settore e la ventiseiesima nel terzo o ancora se consideriamo la prestazione di Mick Hannah (Hutchinson United Ride) notiamo un ventisettesimo posto nel secondo settore. Se ne volete ancora guardate la linea di Greg Minnaar addirittura trentaduesimo nel terzo ed ultimo settore.

Analizziamo ora settore per settore i tempi dei primi venti classificati. Iniziamo dalla prima parte del veloce percorso statunitense. Questa è stata la porzione del percorso dove Gwin si trovava dietro a Damien Spagnolo (MS Mondraker) che ha poi forato la ruota posteriore vanificando il vantaggio che era riuscito ad ottenere. Anche Brook McDonald (MS Mondraker) si trovava in ottima posizione dopo i primi metri del percorso di Windham ma tutti avrete visto la caduta sul rock garden che gli ha eluso la possibilità di salire sul podio.

Steve Smith si sarà preso a schiaffi dopo aver vanificato così tante posizioni al primo split, il cronometro lo relega infatti in dodicesima piazza. Proprio nel primo settore Smith ha perso la gara regalando a Gwin quasi un secondo che permetterà all’americano di salire nuovamente sul gradino più alto del podio. Ormai tutti avranno capito che se lasci quasi un secondo di distacco ad uno come Gwin recuperare è quasi impossibile.

Il secondo settore è stato invece quello dove Gwin ha iniziato a consolidare la sua prestazione. Con McDonald, Spagnolo e Cam Cole (Lapierre International) fuori dai giochi, Gwin riesce a recuperare posizioni. Questo fa ben capire che per vincere una gara non bisogna solamente saper essere i più veloci, ma anche e soprattutto bisogna riuscire a rimanere in sella. Smith consapevole di essere stato più lento nel primo settore fa segnare il miglior tempo al secondo split. Solo 0,1 secondi più veloce di Gwin. Hart perde invece tanto, con 2,5 secondi di distacco e la sedicesima posizione. Stessa storia per Atherton.

Ecco invece il primo “outsider” della gara: Richie Rude JR (Yeti) che fa segnare il terzo miglior tempo. Rude è un rider che fin ora è stato sempre presente nella top 20 degli split di coppa del mondo, alla sua prima vera stagione è normale che paghi un po’ di esuberanza ma sicuramente è un rider che avrà presto soddisfazioni.

Eccoci arrivati alla fine del tracciato, il terzo settore. Breve ma pedalato ed infatti il divario tra il primo ed il ventesimo classificato, in termini percentuali, è il maggiore pari a circa il 5%. Questo dimostra ancora una volta come conta la preparazione atletica nelle gare di coppa, che nel tratto finale vedono sempre la porzione di percorso più pedalata.

Indovinate un po’ chi è il più veloce? Naturalmente è Mick Hannah che fa segnare il miglior tempo, anche se Gwin non scherzava con un distacco di soli 0,4 secondi. Smith virtualmente abbinato a Gwin ma Atherton ha perso 0,4 secondi, mentre Minnaar e Hart hanno regalato più di un secondo al biker del team Trek. Davvero molto in un settore di soli venticinque secondi!

Ecco il secondo “outsider”: Loic Bruni (Lapierre International) da prova delle sue doti atletiche facendo segnare un ottimo quarto tempo.

Quello che esce fuori da quest’interessante analisi di Mark è senza dubbio il fatto che per vincere c’è bisogno di costanza nella prestazione e soprattutto di saper ben calcolare i rischi. Solo Gwin ed Atherton sono stati capaci di rimanere nella top ten nei tre diversi settori, eppure il tracciato americano è relativamente breve se confrontato agli altri in calendario. Gwin è certamente il rider più costante, veloce e “calcolatore” tra i rider della World Cup e, questo mix di peculiarità gli consente di salire sempre sul gradino più alto del podio.

Chissà come andrà a finire negli ultimi due round di coppa che sono nuovi per i rider e per la serie… Chissà se queste novità potranno giocare a favore degli avvesari del rider americano… Non resta che aspettare la fine di luglio per avere delle conferme.

3 Responses to Windham – Analisi Tempi

  1. Starla scrive:

    Commenterei anche la posizione di Lorenzo Suding nel 3° split: 10° tempo nel tratto dove è richiesta più preparazione fisica! E allora cosa è successo nella parte alta?

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    • Dany Addamo scrive:

       Si, sono d’accordo con te Lorenzo Suding ha fatto un buon lavoro nell’ultimo settore del tracciato di Windham peccato però che il terzo split sia un tratto di pista davvero breve, solo 25 secondi. Direi che cavarsela bene nell’ultimo settore di una pista, a maggior ragione cosi breve, non serve a niente se negli altri due non si figura nemmeno nella top 20. Direi che Lorenzo alla fine ha fatto un ottimo lavoro con la ventiseiesima posizione assoluta in gara ma ancora deve migliorarsi per stare davanti insieme ai migliori rider del mondo. Ciò non toglie che ha comunque corso da grande!

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  2. Robi scrive:

    Bella analisi, molto interessante.

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